Oggi |
Dipinto ad olio su tela. Grande pala raffigurante l’Immacolata racchiusa in una cornice mistilinea dorata di cm 340 x 240.
L’opera è una libera copia di Nicola Porta ispirata all’originale del pittore molfettese Corrado Giaquinto che si trova nella chiesa di San Domenico a Molfetta.
L’Immacolata è rappresentata al centro in alto, su una nuvola, con le mani congiunte al petto, vestita di bianco e con un manto azzurro, circondata da angeli; il suo piede schiaccia il serpente.
In basso a destra ai piedi della Vergine è in ginocchio Santa Elisabetta d’Ungheria regina: i segni della sua regalità sono riconoscibili dal manto di ermellino che le copre le spalle, dallo scettro e dalla corona deposti a terra.
A sinistra, in piedi, avvolto in un ricco piviale rosso è Sant’Eligio vescovo. La raffigurazione dei due santi ha la sua giustificazione: la prima appartenente alla famiglia francescana come terziaria, il secondo fu titolare della stessa chiesa prima del riadattamento.
Dipinto ad olio su tela delle dimensioni di cm 135x80, di autore ignoto, databile per analisi stilistica alla metà del sec. XIX. Il quadro è collocato in sacrestia.
La Santa è raffigurata in abito francescano ed ha nella mano sinistra il cuore e in quella destra una bilancia: segni che in una certa iconografia erano già noti. Il soggetto per molto tempo non fu identificato: solo il restauro eseguito recentemente ha potuto evidenziare alla base l’iscrizione “Santa Chiara”.
L’opera ci sembra di fattura piuttosto mediocre.