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SCHEDA
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Madonna di Castelfranco | ||
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Cabianca Vincenzo (Verona, 1827 – Roma 1902) | ||
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1827-1902 | ||
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Quadri | ||
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Firmato “ Vicenzo Cabianca” | ||
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Collezione Privata | ||
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24 cm. x 32 cm. Olio su tela |
DESCRIZIONE:
Cabianca Vincenzo (Verona, 1827- Roma 1902)
Nato a Verona il 21 aprile del 1827 e morto a Roma il 31 marzo del 1902. Di origine modestissima , fu attratto dalla pittura e abbandonati gli studi al Seminario, s’iscrisse all’Accademia Cignaroli di Verona, e fu allievo dal 1842 di Giovanni Caliari. Dal l845 frequentò per un biennio, ma con scarsa assiduità, l’Accademia veneziana, avendovi maestri Lipparini e Momenti
Rifugiatosi a Bologna nel 1848 per sfuggire all’arruolamento obbligatorio nell’esercito austriaco,rientrò a Verona nel 1851. Nello stesso anno, in un breve soggiorno a Milano, interessato alla pittura dei fratelli Induno, né assimilò la lezione. Profugo politico nel 1853 a Firenze,e divenne nel 1855 un assiduo habituè del Caffè Michelangelo e vi strinse amicizia con i pittori che lo frequentavano: soprattutto con Telemaco Signorini. Dipinse a fianco di quest’ultimo e, dopo una breve fase di transizione, alla precedente soggettistica, interni con figure d’imparentamento induniano- dal 1857 sostituisce la conversione alla macchia. E’ anzi in prima linea nella sperimentazione dei forti contrasti di luce che applica alle novità tematiche : non più le composizioni storico-aneddotiche che avevano caratterizzato i suoi esordi accademici, bensì una pittura figliata da una presa diretta sulla realtà. Dal 1863 al 1868, senza interrompere i contatti con Firenze e con Roma, la città nella quale vive Nino Costa e in cui Cabianca, sempre su invito di Costa, si trasferì definitivamente nel 1870,
soggiornando a Parma Giunse nella capitale, dipingendo con l’amico nella campagna romana. Nel 1875 fu tra i fondatori della romana società degli Acquerellisti ed è all’acquerello che in prevalenza si dedica, dal 1876 al 1893, quando una paralisi compromette gravemente la sua attività.
Nel 1882 fu a Parigi ed a Londra. Nel 1893, colpito da paralisi, cessò di dipingere . Negli ultimi tempi si diede molto all’acquarello che gli riusciva più congeniale per rendere la luminosità dei muri bianchi e delle scene di convento (che preferiva ai quali aggiunse anche le marine).
Fra i suoi lavori ricordiamo: “ Goldoni giovinetto sulla barca dei commedianti”, dipinto secondo la vecchia maniera; Autoritratto – “ Gran boleta !” proprietà signor Fainelli di Verona, “L’abbandonata”
in una raccolta privata a Milano, “ Donna con un porco contro i l sole”, piccola tela che segnò una grande conquista nel mondo dell’arte per gli effetti di piena luce e di violenti contrasti, “ La neve a Venezia” esposto a Londra. Partecipò in patria a moltissime esposizioni, e all’estero a quelle di Londra, Edimburgo, Amsterdam, Saint Louis, Parigi,Monaco. Non ebbe molta fortuna a causa della sua modestia:una mostra retrospettiva delle sue tele fu ordinata,a Verona, nel marzo del 1927.
BIBLIOGRAFIA :
Monografia : “ Cabianca e la civiltà dei Macchiaioli”
Francesca Dini -Pagliai Polistampa.-2007
A.m.Comanducci Dizionario illustrato dei Pittori,Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei –IV Edizione Volume I - Luigi Patuzzi Editore Milano
D. Burbè “ Vincenzo Cabianca” catalogo della mostra alla
Galleria Nazionale d’Arte moderna Roma De Luca 1977
M. Repetto Contaldo “ Vincenzo Cabianca” in A.A.V.V.,
La Pittura a Verona dal primo Ottocento a metà Novecento, vol.I Verona 1986.
D. Durbè “ Un album inedito di Vincenzo Cabianca”,
Firenze, Pananti 1997.
Giuseppe Luigi Marini “Il Valore dei dipinti dell’ottocento e del primo novecento” XXIII Edizione ( 2005-2006) Umberto Allemandi
e C.