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SCHEDA
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Figura distesa | ||
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Cantatore Domenico | ||
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1906-1998 | ||
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Quadri | ||
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Firma in basso a sinistra ; sul retro reca firma , anno 1943 ; | ||
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Collezione Privata | ||
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39,5 cm. x 49 cm. – olio su tavola |
DESCRIZIONE:
Opera di bella esecuzione, realizzata nel 1943 periodo milanese, dopo il soggiorno dal ‘32 al ‘34 a Parigi.
Dalla metà degli anni ’30 Cantatore si stacca dal primitivismo ancora visibile in certe opere precedenti, muovendosi gradualmente verso una pittura di orientamento più drammatico. Inizia così, e il procedimento diviene più evidente a partire dal 37 , a dipingere figure femminili malinconiche in un interno. Sono opere che esprimono un sentimento di disagio: quel “ consistere in solitudine d’ogni figura e d’ogni forma “, di cui parlava Alfonso Gatto nella sua “ la sua pietà figurativa” nel “bimestre” Roma, gennaio, febbraio 1965 e lo stesso pensiero è espresso da Luigi Cavallo nei suoi scritti sul “Catalogo Firenze 1967 pag. 31” . In questo stesso periodo Cantatore frequenta Carrà, F. Tomea, Moranti, Zavattini S., con cui si ritrova nella casa di Gabriele e Yenni Mucchi in Via Rugabella. con Quasimodo, Carrieri, Sinisgalli . Nel 1939 partecipa alla prima e seconda mostra di “ Accorente “dove espone un nutrito numero di opere anche se non fa mai realmente parte del movimento. Intanto ritrae figure dall’accento realistico ritroviamo in lui il solito impianto c’ezanniano reso più evidente dalla sobrietà dei colori che si armonizzano in una introversa monocromia, non impedisce il franare dei singoli dettagli. L’opera in oggetto è di un materialismo ben poco vitalistico che nasce non da un senso di rigoglio ma da un presagio di consunzione, di disfacimento. L’opera è in buone condizioni.
OSSERVAZIONI:
Firma in basso a sinistra ; sul retro reca firma , anno 1943 ; etichetta della Galleria Zodiaco Roma e timbro della Galleria
Barbaroux (MI
AUTORE:
Cantatore Domenico.
Nato a Ruvo di Puglia il 16/03/1906, deceduto a Parigi nel 1998. Visse a Milano dal 1924. Nel 1932, Cantatore va a Parigi, conosce a Fondo gli impressionisti (Modiglioni, Ricasso, Matisse): di quel periodo restano un quaderno di disegni e alcune puntesecche. Tornato a Milano, partecipa ai Premi Bergamo e a tutte le mostre nazionali, riscuotendo consensi e numerosi premi; partecipa alle Biennali veneziane anche con sale personali e alle Quadriennali; tiene mostre personali nelle maggiori città italiane: a Milano da Barbaroux, al Milione, all’Annunciata, a Gianferrari, Cairola, Cadario, ecc. Nel 1940 viene nominato, per chiara fama, titolare alla cattedra di Figura disegnata al Liceo Artistico e nel 1950 vince la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Oltre alla sua opera di pittore e incisore, che lo colloca tra i maestri della pittura contemporanea, ha scritto anche pagine indimenticabili. Citiamo a caso un commovente ricordo di Moranti, un ritratto vivacissimo di Matisse, alcuni capitoli del volume “Il Pittore di stanze” dedicati a Ruvo, suo paese nativo. Notevoli sono le illustrazioni con incisioni originali sui seguenti libri rari: Poesie di Leonardo Sinisgalli (sei disegni di D. Cantatore, Venezia, 1938), Il portico dei Poeti (dodici disegni di Domenico Cantatore, Milano, 1941), Il fiore delle Georgiche nella traduzione di Salvatore Quasimodo (quattro disegni di Domenico Cantatore, Milano, 1944), El Cigarillo, di Raffaele Carrieri (acquerelli e disegni di Domenico Cantatore, Milano, 1956), Afrodite ovaiola, di Raffaele Carrieri (otto litografie di Domenico Cantatore, Milano, 1967).
BIBLIOGRAFIA: A.m. Comanducci – Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei – IV Edizione Vol.III – Luigi Patuzzi Editore Milano.